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Paola Blandi
Verso il paradiso Hanya Yanagihara

Se, come la sottoscritta, avete amato "Una vita come tante" sarete incantati da "Verso il paradiso" terzo romanzo di Hanya Yanagihara edito in Italia da Feltrinelli. 700 pagine complesse e densamente popolate di spunti e provocazioni, personaggi e fuochi d'artificio letterari per raccontare un passato utopico e un futuro che appare come una naturale evoluzione della pandemia che il mondo sta vivendo oggi, anche se l'autrice assicura di aver scritto questa parte prima dell’esplosione del Coronavirus. Le vicende, solo apparentemente slegate tra di loro, si svolgono nell'arco di 300 anni in tre diversi archi temporali, ambientati in due luoghi del cuore dell'autrice nata nata in America da madre coreana e padre hawaiano: New York, dove viva da 26 anni, oggetto del suo amore-odio, e le Hawaii, dove ha vissuto e alle quali è molto legata. Protagonisti ancora una volta gli amori omosessuali con il loro pesante carico di paura, vergogna, solitudine. Ma è un personaggio femminile, Charlie, il più toccante e puro, quello che reggerà la fiammella della speranza.  In una versione alternativa dell’America del 1893, nello Stato libero di New York dove c'è la libertà di amare chi si vuole, si svolge la storia di David, debole e viziato rampollo di una famiglia importante, che trova il coraggio di lasciare il nonno e il suo promesso sposo per inseguire il miraggio dell'amore. 100 anni dopo, in una città che vede il dilagare dell'epidemia di AIDS, un giovane hawaiano vive con un fidanzato ricco e più vecchio di lui al quale nasconde la sua infanzia dolorosa vissuta in un'isola dell'arcipelago americano, ostaggio di un padre deciso a recuperare la purezza del mondo originale vivendo come i suoi antenati. Nel 2093 infine New York è isolata dal mondo, vittima di una pandemia che non si riesce a debellare e di uno Stato che in nome del progresso scientifico e delle buone intenzioni iniziali, si è trasformato in regine totalitario. Qui un illustre scienziato vedrà manifestarsi sull'amata nipote le conseguenze delle sue scelte e vivrà sulla sua pelle la frustrazione di non riuscire a proteggerla. Con uno stile personalissimo il romanzo attraversa i temi cari all'autrice (razzismo, disastro ambientale, inaccessibilità delle cure per i poveri, egoismi dei cosiddetti intellettuali illuminati) e mettendo in luce mano a mano le debolezze dei personaggi evidenzia i limiti di una società che ha perso i suoi più basilari valori umani. Una società che assomiglia molto a quella dell'anno 2022, nella quale le buone intenzioni dei primi mesi della pandemia si sono frantumate in mille schegge di egoismi. E così quel paradiso verso cui tutti i protagonisti sembrano diretti, almeno nelle intenzioni, resterà inaccessibile. Anche se in fondo una fiammella di speranza resterà accesa.

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