Pensieri accesi

I libri scaldano il cuore e accendono la mente





Pensieri accesi

Ornella Ferrarini
Il capitano di Bastur
Claudio Alvigini

Fantasy? Crossover? Young Adult? Il capitano di Bastur è soprattutto un romanzo che unisce e disunisce tutti questi generi in con un ritmo veloce e una scrittura godibile. Ha il pregio di essere letto da due mondi: dai ragazzi con il senso dell'avventura e dagli adulti che sentono ancora quel fanciullino gironzolare nell'animo.  Insomma quanti di noi hanno letto Harry Potter e simili e ci si sono affezionati? Il momento è anche propizio, perché proprio ora vengono proposti in nuove edizioni i fantasy doc, come  La storia infinita, Il signore degli anelli e in assenza di nuovi titoli, il maghetto Rowlinghiano viene rilegato, illustrato, recitato, trasformato in videogioco. Quindi qualcosa di nuovo all'orizzonte è sempre ben accetto. La trama è così semplice da non farti mai mollare l'attenzione. E per chi ha dimestichezza con le letture, può iniziare il gioco di indovinare pagina dopo pagina, omaggi, citazioni, rimandi. Sembrano messi lì come gli indovinelli di una caccia al tesoro. Basin, un ragazzino sveglio, di quelli però che ancora ubbidiscono ai genitori, vive nel paesino di K (certo Kafka viene subito in mente), nella Valle delle Montagne chiuse che ostruiscono l'orizzonte.  Cosa c'è al di là? Ovvio che Basin se lo chieda. Ma lui deve studiare con Cordelio, sommo Maestro di Lettere d'eleganza e non mettere il naso fuori casa e soprattutto non guardare mai quella strana osteria che sta proprio davanti al balcone di casa sua. Luogo di perdizione e mistero frequentato da innocenti vecchietti. Così vuole il padre e su questo non si discute. L'atmosfera è sospesa come solo Buzzati la sapeva rendere in Il deserto dei Tartari e surreale com l'Italo Calvino de Il Barone rampante. In pratica Basin è prigioniero in casa sua. Ma il ragazzo non si perde d'animo. E di notte, invece di dormire, escogita un piano, anzi cento, per arrivare all'osteria e scoprire dove vanno quei vecchietti allegri che, si dice,  nelle notti di luna piena si incamminano oltre la Valle chiusa per arrivare alle mitiche Terre Rosse e al mitico capitano di Bastur. E con il rimando a Tolkien e la sua Terra di Mezzo e un po' a Buzzati, vi lasciamo liberi in compagnia di Basin e del suo fantastico viaggio di formazione. Perché per crescere bisogna un po' disobbedire, mai senza avere in testa un fine, e, ultimo ma non meno importante,  sopportare le conseguenze dei proprio errori. Così si cresce. E se vogliamo proprio dirla tutta, un libro di fantasia non un fantasy. L'editore, cosentino, cura i suoi libri come se fossero fiori o frutti. E l'autore, prima di essere rapito dalla scrittura, ha solcato i cieli come comandante di Boeing 747. E un po' il suo sguardo dall'alto, vigila sulle avventure di Basin.      

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