Pensieri accesi

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Paola Blandi
4321
Paul Auster

Cosa sarebbe successo se non avessimo perso quel treno, se avessimo conosciuto quella ragazza, se non avessimo percorso proprio quella strada?  Cosa sarebbe diventata la nostra vita se invece di quella scelta ne avessimo fatta un'altra? Paul Auster con "4321" ci racconta le quattro vite di Archie Ferguson, moltiplicandone le esistenze in una sorta di sliding door letterario e svelandoci solo alla fine la vita "reale" del personaggio letterario. Così Archie in una vita sarà ricco, nell'altra povero. Nel suo percorso dall'infanzia all'età adulta potrà appassionarsi e praticare il baseball, oppure la poesia, essere un giornalista di successo o un romanziere e potrà amare sia donne che uomini. Sarà vittima di un incidente stradale che lo cambierà per sempre, ma potrà anche morire prematuramente. Tra le costanti della sua vita ci sono due donne: una mamma amatissima, che rimarrà vedova, oppure divorzierà, oppure si sposerà e la donna della sua vita, Amy "L’indispensabile altro che abitava nella sua pelle" come la definisce l'Autore, che sarà la sua ragazza ma anche una sorellastra, che gli starà vicina ma anche lontana. Sesso, amore, destino, vita e morte, lacrime e risate: "4321" è tutto questo e molto altro, esattamente come la vita di ciascuno di noi. "4321" attraverso le vicende di Archie attraversa la storia. Come ci ha abituato con gli altri suoi romanzi, Paul Auster mette al centro di tutto l'America raccontando la storia degli anni '60-70, le vicende politiche, le proteste nei campus universitari e la repressione violenta, l'assassinio di Kennedy, lo sport, New York e Parigi. Al centro di 4321 anche la questione della propria identità. Quella di Ferguson nasce da un equivoco, e non è casuale. A suo nonno, infatti, un immigrato polacco sbarcato in America i primi del '900, fu suggerito di cambiare il proprio cognome, Reznikoff, in Rockefeller,  ma al momento dell'iscrizione l'uomo che non parlava inglese, non ricordava il nome e perciò disse in yiddish: «Ikh hob fargessen» (Ho dimenticato) da cui il nuovo cognome Ferguson. Deliziosamente ironiche e geniali anche le pagine dedicate alla "fenomenologia" di Stanlio e Ollio la cui comicità non solo ha "salvato la vita" a un Archie bambino, ma è diventata il fulcro di un suo romanzo giovanile di grande successo. Paul Auster, che scrive con la stilografica e poi ribatte tutto con un’Olympia del ‘74 (di cui ha fatto scorte di nastri che probabilmente gli sopravviveranno) ci racconta le quattro vite possibili di Archie in parallelo, come fossero quattro libri in uno, costruendo un'opera monumentale, di grande fascino; un romanzo geniale e complesso che costringe il lettore a uno sforzo fuori del comune per non perdere il filo. Una fatica che però vale la pensa compiere.

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