“La fuliara” non è solo una delle tante saghe famigliari che oggi sembrano essere la formula magica del successo. Nelle vicende dei protagonisti dei legami famigliari che si intrecciano a Belpasso, nella Sicilia di fine ottocento, l’Autrice mette al centro il male, la macchia, il danno che – è la sua tesi – si tramanda nell’infelicità da una generazione all’altra anche senza che l’esperienza traumatica sia vissuta direttamente. In paese le donne sono sottomesse, non vanno a scuola, sono costrette a sposarsi per interesse, usate, picchiate, vendute e crescono rassegnate e senza voce. Ma Donna Lucia la sua voce se l’è costruita in solitudine, studiando le erbe e diventando “la fuliara”, perché ha i capelli fini e impalpabili come la fulinia, la fuliggine nera dell’Etna. Vive isolata con i suoi gatti, ma tutti in paese la rispettano e fanno la fila per un consulto perchè conoscono le sue doti di guaritrice di corpi e anime.
Sarà lei a salvare Veneranda, orfana di madre, che il padre, il crudele boss del paese, le affida temporaneamente perchè nel frattempo si è messo in casa una nuova donna e di quella bimba malata non sa che farsene. Veneranda guarisce e cresce in mezzo ai gatti, è intelligente, apprende i segreti della Fuliara e ne diviene figlia d’anima fino a quando il padre se la riprende per farne una schiava. Ma Veneranda è ormai l’erede della Fuliara è le sue capacità la rendono indipendente e rispettata come guaritrice, col nome di Gnu Ranna. E quando viene venduta dal padre all’uomo sposato che si era invaghito di lei, usa il suo potere di donna per ottenere benefici e costruire la sua vita di donna libera e indipendente, diversa da quella delle altre donne del paese. La maternità però arriva a spezzare quella corazza che si era costruita e, resa vulnerabile dall’amore, tiene chiusa in gabbia la figlia e quando lei, cresciuta, si innamora e fugge. Veneranda impazzisce e diventa la strega cattiva. La macchia è tornata.
Come accade a Cateno, uno dei più bei personaggi del libro. Orfano, allevato senza amore dal parroco e dalla perpetua, a 16 anni scappa e cerca la sua strada arruolandosi come mozzo su una nave. E’ un ragazzone innocente e buono come il pane, che conoscerà la brutalità degli esseri umani e diventerà cattivo, anzi il più temuto brigante della zona, intrecciando la sua storia a quella del figlio di una ragazza che ha violentato. Anche lui contaminato dal male.
Ma sono tanti i personaggi, specie quelli femminili, che Anna Chisari, giornalista, blogger e scrittrice milanese dipinge con maestria in questo romanzo amaro e violento, che è il prequel de “Il vento dell’Etna” sempre ambientato a Belpasso.
Sarà lei a salvare Veneranda, orfana di madre, che il padre, il crudele boss del paese, le affida temporaneamente perchè nel frattempo si è messo in casa una nuova donna e di quella bimba malata non sa che farsene. Veneranda guarisce e cresce in mezzo ai gatti, è intelligente, apprende i segreti della Fuliara e ne diviene figlia d’anima fino a quando il padre se la riprende per farne una schiava. Ma Veneranda è ormai l’erede della Fuliara è le sue capacità la rendono indipendente e rispettata come guaritrice, col nome di Gnu Ranna. E quando viene venduta dal padre all’uomo sposato che si era invaghito di lei, usa il suo potere di donna per ottenere benefici e costruire la sua vita di donna libera e indipendente, diversa da quella delle altre donne del paese. La maternità però arriva a spezzare quella corazza che si era costruita e, resa vulnerabile dall’amore, tiene chiusa in gabbia la figlia e quando lei, cresciuta, si innamora e fugge. Veneranda impazzisce e diventa la strega cattiva. La macchia è tornata.
Come accade a Cateno, uno dei più bei personaggi del libro. Orfano, allevato senza amore dal parroco e dalla perpetua, a 16 anni scappa e cerca la sua strada arruolandosi come mozzo su una nave. E’ un ragazzone innocente e buono come il pane, che conoscerà la brutalità degli esseri umani e diventerà cattivo, anzi il più temuto brigante della zona, intrecciando la sua storia a quella del figlio di una ragazza che ha violentato. Anche lui contaminato dal male.
Ma sono tanti i personaggi, specie quelli femminili, che Anna Chisari, giornalista, blogger e scrittrice milanese dipinge con maestria in questo romanzo amaro e violento, che è il prequel de “Il vento dell’Etna” sempre ambientato a Belpasso.
| Autore | Anna Chisari |
| Titolo | La Fuliara |
| Editore | Garzanti |
| Pagine | 224 |
| Prezzo | 17,60€ |
| Anno | 2025 |










