Prede

Prede Gabrielle Filteau-Chiba

Paola Blandi
13 Dicembre 2020

Dal Québec ecologia e femminismo

Il desiderio di immergersi nella natura spesso si accompagna a immagini bucoliche. Prede della giovane autrice canadese Gabrielle Filteau-Chiba abbatte il muro delle buone intenzioni ecologiste di chi vive in città e sogna di andarsene un giorno a vivere in un bosco incantato, mostrando la natura come realmente è: feroce e affascinante.
La scrittrice sa di cosa parla dato che a trent’anni ha lasciato Montréal, la famiglia, il lavoro ed è andata a vivere sola, in pieno inverno, nella foresta boreale sulla riva del fiume Kamouraska, in una capanna di legno, senza acqua, con una stufa e un piccolo pannello solare. Una scelta estrema che ha raccontato prima in un diario, “La tana” uscito nel 2019 e ora in Prede, la sua prima vera prova letteraria. Il romanzo, pubblicato da Lindau, casa editrice indipendente di Torino, dà voce all’agente di protezione faunistica Raphaëlle Robichaud che vive sola, in una roulotte immersa nella foresta boreale vegliando sul bosco e sui suoi animali vittime di bracconieri senza scrupoli. Quando la cucciola di coyote che ha adottato finisce in una trappola e rischia di morire, Raphaëlle scopre di essere lei stessa una preda per un astuto cacciatore che la spia e che gode della più assoluta impunità in paese. Entrata casualmente in possesso del diario segreto di Anouk, una misteriosa eremita, Raphaëlle si mette sulle sue tracce e scoprirà un’anima gemella, un’amica e un’alleata. Grazie alla complicità dell’unico uomo buono del libro, Lionel, un amico più vecchio che vive nei boschi, Raphaëlle mette a punto un piano per vendicarsi del bracconiere. Grazie al ritmo incalzante del racconto, a una scrittura asciutta ma coinvolgente e ai delicati disegni a matita che chiudono i capitoli, l’Autrice  ci trasporta in un mondo inaccessibile, mostrandoci la bellezza di una foresta incontaminata e in pericolo, il fascino di luoghi antichi nei quali viveva in pace il popolo degli inuit da cui discende la bisnonna dagli occhi marrone penetranti come quelli di un coyote che Raphaëlle non ha mai conosciuto, ma alla quale si sente profondamente legata. Con un racconto di fantasia che ha solide basi reali (anche nella realtà l’Autrice si accompagna a un coyote di nome Séquoia) Gabrielle Filteau-Chiba ci propone un modo diverso di dialogare con la natura e una storia di sopravvivenza, di denuncia, che si tinge di giallo ma anche di rosa. Mostrando la forza delle donne e una femminilità eroica e istintiva che ha radici profonde  e per la quale ha coniato il termine “femminismo rurale“.

 


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Autore Gabrielle Filteau-Chiba
Titolo Prede
Editore Lindau
Pagine 320
Prezzo € 21