Eccomi
Jonathan Safran Foer

22 Ottobre 2016

Gli ebrei sono molto intelligenti

Jonathan Safran Foer in questo romanzo che appare a distanza di undici dall’ultimo (Ogni cosa è illuminata) non perde occasione per mostrare al lettore che, non solo egli stesso è molto colto, preparato, intelligente, ma lo sono anche i membri della famiglia protagonista nella quale si rispecchiano molte sue vicende personali, come il suo divorzio dalla moglie.  Una famiglia di cervelloni: Julia e Jacob  (i genitori)  con i figli  Sam, Max e Benji (dai 13 agli 8 anni), tutti dotati anche di uno straordinario sense of humor. C’è anche un bisnonno che deve decidere se uccidersi o andare alla casa di riposo ebraica, un nonno ultra-sionista e un cugino che vive in Israele sempre sul piede di guerra a differenza degli smollacchiati ebrei americani (Jacob e la famiglia vivono a Washington) E che l’intelligenza sia legata strettamente all’essere ebrei lo puntualizza l’Autore stesso…

A volte Foer è un po’ pedante, esagera con le puntualizzazioni, le citazioni, l’ebraismo e l’orgoglio di essere diversi (dal cibo ai riti, alla cultura … e meno male che alla fine del volume c’è un dizionario!) Ma Froer è anche un vero scrittore e quando uno scrive come lui non puoi fare a meno di immergerti completamente nel suo mondo e seguire il suo percorso sino alla fine. In primo piano, nel suo mondo, ci sono i sentimenti con i loro colori e le infinite sfumature dell’amore nei quali tutti – ebrei e gentili – ci possiamo riconoscere. Lui è capace di dissezionarli come uno scienziato, con il peso specifico di Einstein e la leggerezza di Woody Allen. La storia scorre in modo magistrale anche se apparentemente si salta di palo in frasca, da un personaggio all’altro, dal passato al presente. Negli altri romanzi parlava di «eventi enormi» (come l’11 settembre in «Molto forte, incredibilmente vicino»): «Qui mi occupo di piccole cose. – dice l’Autore. Cosa si fa prima di andare a dormire, rassettare dopo colazione, quella quotidianità che crediamo ci allontani dalla felicità: per poi renderci conto che la felicità era proprio quella, solo che non ce accorgevamo». Ciascun personaggio di questo libro, uomo o donna, bambino o adulto, intraprende la sua personale ricerca della felicità e attraversa la consapevolezza del suo essere umano e divino al contempo. Foer te li fa amare tutti, dal primo all’ultimo.
I dialoghi sono splendidi e geniale è l’idea di un terremoto epocale che distrugge Israele e i paesi limitrofi (e indovinate alla fine chi vince?). Nella “chiamata alle armi” di tutti gli ebrei sparsi nel mondo da parte del primo ministro ci sono parole come queste…

Dopo avere letto questo romanzo ho invidiato molto agli ebrei, oltre alla loro acuta intelligenza, la duttilità, l’umorismo e il senso profondo di appartenenza a una comunità (che a mio parere manca alle altre religioni, compresa quella cattolica), oltre all’ attaccamento alle tradizioni e ai riti nei quali trova conforto anche chi non è strettamente osservante.


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Autore Jonathan Safran Foer
Titolo Eccomi
Editore Guanda, 2016
Pagine 666
Prezzo € 22