Le ragazze <br> Emma Cline

Le ragazze
Emma Cline

Una faccenda (scottante) tra ragazze

Paola Blandi
30 ottobre 2016

Evie è un’adolescente che vuole attraversare quella linea sottile che separa la sua infanzia dal mondo adulto. E’ stanca della sua vita di normale adolescente borghese con genitori separati e la vecchia amica d’infanzia di cui ormai conosce ogni punto nero. Ma soprattutto è stanca di essere invisibile.

Evie voleva solo che qualcuno si accorgesse di lei. Come tutte le adolescenti cercava su di sé lo sguardo degli altri. Un’occasione per essere trascinata via, anche a forza, dalla propria esistenza. Ma non aveva mai creduto che questo potesse accadere davvero. Finché non le vide: le ragazze. Le chiome lunghe e spettinate, i vestiti cortissimi. Il loro incedere fluido e incurante come di «squali che tagliano l’acqua.

Così si trova catapultata in una comune hippy capitanata da Russel dove non sarà più invisibile ma dove farà esperienze con la droga, il sesso e rischierà di diventare un’assassina. La strage che le ragazze compiono nella villa di una rock star è un chiaro riferimento a quella compiuta nel 1969 dalla setta di Charlie Manson nella villa di Roman Polanski, che costò la vita anche a sua moglie Sharon Tate, incinta di otto mesi. Ma la vicenda centrale del romanzo di Emma Cline, che pure è trattata come un giallo, fa solo da sfondo a quella più intima di Evie, che a 14 anni segue Russel e il suo gruppo solo perché attratta da Suzanne la leader del gruppo di ragazze e dal suo modo “spudorato” di essere donna. Il sesso e la droga Evie li subisce come inevitabili parti di un ingranaggio che la porterà fuori dall’infanzia, ma il rapporto con Suzanne è magico, pieno di poesia e di aspettative: e’ per avere la sua approvazione che ruba, è per lei che cerca di trasformarsi nella cattiva ragazza che non è. Niente di omosessuale, solo lo sguardo di un’altra donna che posandosi su di te ti fa sentire accettata, quello specchio nel quale tutte le donne prima o poi si trovano a cercare il proprio riflesso. E’ grazie alle ragazze che Evie scopre che i maschi, quelli per cui ci si fa belle, il cui sguardo di approvazione si cerca tutta la vita, non ti guarderanno mai davvero, si limiteranno a usarti, come fa Russel, fino a rovinarti.
Suzanne e le ragazze nel romanzo di Emma Cline sono condannate ad andare oltre, verso l’abisso, ma la piccola Evie si salva. Perché? Perché vale poco? Perché non si è mai davvero integrata nel gruppo? O perché qualcuno la vuole mettere in salvo? Perché lei diventi quello che l’altra non sarebbe mai potuta diventare? Diventare una ragazza è la spinta vitale della protagonista, e di tutte le femmine che compaiono nel libro. E gli uomini non potranno mai capire le ragazze.

Povere ragazze.  – è la voce di Evie adulta che si vede rispecchiata in Sasha, l’adolescente innamorata e succube del figlio di un amico che la ospita – Il mondo le rimpinza di promesse sull’amore. Quanto ne hanno bisogno, quanto poco ne otterrà la maggior parte di loro. Le canzoni zuccherose, i vestiti descritti nei cataloghi di moda con parole come tramonti e Parigi. Poi gli strappa via i sogni con una violenza micidiale. La mano che slaccia a forza i bottoni dei jeans, il tipo che sull’autobus  grida con la propria ragazza senza che nessuno gli dica niente. Il dolore per Sasha mi strinse la gola.

Le ragazze di Emma Cline, tradotto in 35 paesi, è stato subito in vetta alle classifiche di tutto il mondo. Meritatamente. Ora potrebbe diventare un film ma l’autrice ha detto che non vuole. Lei è già concentrata sul suo prossimo libro. Brava.

 


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Autore Emma Cline
Titolo Le ragazze
Traduttore Martina Testa
Editore Einaudi
Pagine 334
Prezzo €18