Il senso della lotta <br>Nicola Ravera Rafele

Il senso della lotta
Nicola Ravera Rafele

Orfano di terroristi in cerca di risposte

Paola Blandi
24 gennaio 2017

Difficile per chi non ha vissuto quegli anni, gli anni di piombo, che hanno visto la nascita del terrorismo e delle Brigate rosse, dare un senso a quella lotta, oggi. Ci prova un orfano di terroristi. Tommaso, abbandonato dai genitori in fuga quando aveva quattro anni e cresciuto dalla sorella della madre nella menzogna o per lo meno tra mezze verità. Ed è in nome della verità che a 37 anni Tommaso, giornalista precario della redazione romana del Corriere della sera, va in cerca dei suoi genitori dei quali esiste una tomba ma non la certezza della loro morte. Un viaggio alla ricerca della propria identità, che gli è stata nascosta per proteggerlo. Perchè solo con la verità si cresce davvero. Almeno è quello che pensa Tommaso quando intraprende il viaggio. Ma quale verità? Quella di suo padre Michele che paragona il terrorista a un fuorilegge del West o un brigante ottocentesco o quella del proletario romano che riassume così il passato?:

(…) Noi avevamo già previsto tutto. La fine degli stati nazionali a favore dei gruppi internazionali der potere economico. Noi stavamo a dì: guardate che così finisce a schifo. Basta. Volevamo un mondo in cui i rapporti tra le persone fossero veri, non rapporti economici. Un mondo giusto, dove tutti c’avevano di che campare. Te pare ’na cazzata? a me no. Non me pareva ’na cazzata allora, e manco adesso (…) Hanno vinto loro. Noi abbiamo perso, e tu ti sei beccato ’sto mondo de ’nfami.

L’autore, che è anche sceneggiatore, è figlio d’arte: il padre, Mimmo Rafele è un noto regista e sceneggiatore e il nome della madre LidiaRavera, scrittrice, è legato a “Porci con le ali“, emblema della rivoluzione sessuale del ’68. Eredità pesante che lui bypassa con l’agilità di chi sa costruire una storia. Nicola Ravera Rafele è una penna lucida, attenta, tagliente e mai banale o noiosa.  “Il senso della lotta” si legge come un giallo ma è anche ricco di riferimenti storici molto accurati. La ricerca di Tommaso lo porterà a scoprire quello che davvero è accaduto ai suoi genitori con un finale a sorpresa, ma non a dare un significato a quel che è accaduto negli anni di piombo. Così il figlio Tommaso-Nicola presenta il conto a un’intera generazione.

(…) Eravate davvero più allegri, come vuole la leggenda? Era davvero un mondo migliore, tu che avevi 18 anni nel 1968, era davvero la libertà e l’immaginazione, e la liberazione sessuale, e la musica e la poesia e Roland Barthes e il free cinema e le avanguardie e le occupazioni? (… ) È per quello, perché quella rivoluzione annunciata si era rivelata un baraccone, che ti sei messo a sparare? (…) Chi ha deciso di mettersi fuori dalla legge aveva intuito meglio degli altri il disastro alle porte? Aveva capito che la liberazione si sarebbe trasformata nella mercificazione del sesso, che la libertà di scelta l’avrebbe realizzata Mediaset aggiungendo tre canali sul telecomando, e che la sinistra italiana era destinata a diventare una forza reazionaria e corrotta? Avevate capito meglio, oppure, al contrario, siete stati voi i colpevoli di tutto questo? Eravate più seri degli altri o solo più coglioni?

 


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Autore Nicola Ravera Rafele
Titolo Il senso della lotta
Editore Fandango
Pagine 438
Prezzo €18,50